L’esperienza di Sara in Marocco

Pubblicato il:

8 Lug 2015

Sono Sara. Ho 23 anni.

Lo scorso anno dopo aver seguito il percorso di formazione missionaria tenuto dai frati del centro Italia a Costano, vicino ad Assisi, sono partita per il Marocco.
La chiamavo esperienza missionaria pensandola come l’opportunità di poter portare gratuitamente a qualcuno quello che gratuitamente il Signore mi aveva per grazia donato. E invece come sempre il Signore sconvolge i tuoi piani e ti dona e si dona in maniera rinnovata. Rinnovate le modalità, rinnovata la meraviglia e rinnovata anche la fatica di stare davanti alla nostra piccola voglia di capire quello che non potremmo mai capire ma che dovremmo solo accogliere e benedire.

Stato islamico, terra di profumi e colori tanto diversi dai nostri, in Marocco ci hanno accolto le Suore Francescane Missionarie di Maria.
Il primo luogo dove abbiamo vissuto è stata Ouarzazate, cittadina nel sud del paese.

L'esperienza di Sara in Marocco 3

Qui le suore sono presenti da circa trent’anni, suor Francesca Leonardi, fino allo scorso anno superiora in Marocco, fu la prima ad arrivare. Dopo alcuni anni trascorsi a lavorare nei servizi sociali (tutti da inventare) della cittadina, dopo aver cercato di comprendere quali povertà vivessero quei fratelli, suor Francesca decise di aprire, con l’aiuto di alcuni marocchini, due associazioni (una è il centro Amnougar dove abbiamo fato servizio) che cercano, attraverso l’insegnamento di lavori manuali quali l’agricoltura, la falegnameria , la lavorazione della creta e la lavorazione dei metalli per creare gioielli, di rendere il più possibile autonome persone con disabilità fisiche e uditive.

L'esperienza di Sara in Marocco 5

Questa esperienza è quella che poi, nel nostro girovagare, abbiamo ritrovato anche a Meknes, città imperiale, dove invece l’associazione qui creata, oggi già totalmente in mano alla gestione marocchina, ha puntato e punta ancora all’inserimento delle donne nel mondo del lavoro con l’insegnamento di lavori manuali e attraverso la formazione scolastica e l’apprendimento delle lingue.

L'esperienza di Sara in Marocco 1A proposito di lingue, qui a Meknes abbiamo conosciuto la missione dei Frati Minori. Nella persona di Fra Natale, frate della provincia del Nord Italia, siamo venuti a contatto con la scuola di lingue “Centre Saint Antoine” (inglese, francese, italiano) che i frati gestiscono nel centro della medina della città. Insieme a Fra Natale abbiamo poi potuto fare servizio per l’associazione Sniber, con la quale i frati collaborano. Associazione dedita ad accudire bambini orfani o abbandonati.
 moschea casablanca

Nell’ultimo tratto del nostro viaggio ci siamo fermati a Casablanca, dove, nella casa madre delle Suore Missionarie di Maria si trovano la casa di cura per le suore anziane e, nel periodo invernale, l’asilo, le sale di prova per gruppi musicali e le scuole serali.L'esperienza di Sara in Marocco 2

Quello che abbiamo vissuto è un viaggio attraverso l’azione lenta ma costante della preghiera e dell’amore che da essa scaturisce. Realtà bellissime nate da intuizioni di donne con il cuore aperto al fratello e pronte a donare tutte quello che possiedono, ovvero loro stesse. Fratello, sì, perché in Marocco si convive con il fratello mussulmano, si condividono tempi e modi di pregare. Si cerca di apprezzarsi a vicenda, di imparare dall’altro, ci si lascia mettere in discussione e si cerca un continuo e costante dialogo. Questo nelle piccole relazioni quotidiane come nelle grandi manifestazioni di apertura che ci sono e ci sono state nei confronti anche dei missionari.

Salaam Aleikum, “La pace sia su di voi”

Sara